Gli investimenti allineati ai criteri della tassonomia dell’Unione Europea hanno raggiunto nel 2025 i 323,8 miliardi di euro, portando il totale cumulato dal 2021 a circa 1.224 miliardi di euro. È quanto emerge dai dati pubblicati il 20 ottobre 2025 dalla Commissione europea, che evidenziano un consolidamento del ruolo della tassonomia come riferimento per la finanza sostenibile nell’UE.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, nel 2025 la quota degli investimenti allineati sul totale degli investimenti delle imprese dichiaranti è salita al 28,58%, in aumento rispetto al 25,29% registrato nel 2024. L’incremento riflette una progressiva integrazione dei criteri di sostenibilità nelle strategie di investimento delle aziende europee.

Il settore energetico si conferma il principale motore della crescita degli investimenti sostenibili. Nel 2025 il comparto ha rappresentato la quota più elevata di finanziamenti allineati, con una percentuale pari al 51,8%. I fornitori di elettricità hanno dichiarato investimenti allineati per circa 168 miliardi di euro, evidenziando il peso delle energie rinnovabili e delle infrastrutture di rete nella transizione energetica.

Tra gli altri comparti rilevanti figurano il settore manifatturiero, che ha contribuito per il 26,8% agli investimenti allineati, e il settore trasporti e magazzinaggio, con una quota del 10,2%. I dati indicano una crescente diffusione delle pratiche di sostenibilità anche al di fuori del comparto energetico, coinvolgendo attività industriali e logistiche.

La Commissione europea evidenzia inoltre che nel 2025 circa 913 miliardi di euro di fatturato, pari al 14,41% del totale dichiarato dalle imprese, è stato ricondotto ad attività allineate alla tassonomia. Il dato conferma come la sostenibilità stia diventando un elemento strutturale dei modelli di business delle aziende europee.

La tassonomia dell’UE è uno strumento legislativo introdotto per identificare quali attività economiche possono essere considerate ambientalmente sostenibili sulla base di criteri comuni. L’obiettivo è migliorare la trasparenza delle informazioni disponibili sul mercato, facilitando la valutazione degli investimenti e la comparabilità delle dichiarazioni degli operatori economici.

I dati pubblicati mostrano come il quadro normativo europeo stia contribuendo a indirizzare capitali verso attività compatibili con gli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione. In particolare, il settore energetico continua a svolgere un ruolo centrale nella decarbonizzazione dell’economia, grazie allo sviluppo delle tecnologie pulite e delle infrastrutture necessarie alla transizione.

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