Le pensioni rischiano di subire un pesante colpo a causa dell'inflazione e delle modifiche previste nella Manovra 2027. Il meccanismo automatico che prevede annualmente un aumento degli importi degli assegni per recuperare l'inflazione è costosissimo per la previdenza e dunque non è più sufficiente per mantenere il potere d'acquisto. Come riportato da Il Sole 24 ORE, la Manovra 2027 prevede una modifica della rivalutazione delle pensioni, passando da un sistema per scaglioni a uno per fasce, che penalizza i pensionati.

La rivalutazione delle pensioni: cosa cambia

La rivalutazione delle pensioni è un meccanismo automatico che prevede annualmente un aumento degli importi degli assegni per recuperare l'inflazione e mantenere il potere d'acquisto dei pensionati. Tuttavia, con l'inflazione elevata dell'ultimo anno, questo sistema non è più sufficiente. La Manovra 2027, in discussione in questi giorni, prevede una modifica di questo meccanismo, passando da un sistema per scaglioni a uno per fasce, che comporta un minor incremento degli assegni. Il Il Sole 24 ORE, spiega come questo cambiamento porterà a una riduzione degli incrementi degli assegni nel 2027, con perdite annuali per i pensionati che variano da circa 100 euro fino a 1000 euro.

I numeri del risparmio per lo Stato e le fasce colpite

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il passaggio da un sistema per scaglioni a uno per fasce di perequazione pensionistica potrebbe portare a risparmi significativi per lo Stato: due miliardi nel 2023, quattro miliardi nel 2024, 2025 e 2026, per un risparmio lordo in un decennio stimato in 54 miliardi di euro. Il nuovo sistema di rivalutazione, che prevede sei fasce di reddito, colpisce soprattutto i pensionati con redditi superiori a quattro volte il minimo: il 45,9% dei pensionati coinvolti guadagnano oltre questa soglia.

Esempio pratico

Un pensionato che nel 2022 percepiva 2000 euro netti al mese, con l'inflazione dell'11% ha visto un aumento a 2260 euro. Tuttavia, il potere d'acquisto è diminuito rispetto all'inflazione reale. Se non ci fosse stato il taglio, la pensione sarebbe 2.329 euro. Si tratta di 69 euro al mese, quindi di 828 euro all'anno. "Una perdita permanente: in futuro, se l'inflazione sarà zero, l'assegno sarà sempre inferiore, perché si parte da una base più bassa", spiega Sky TG24.

Fonti