La riforma delle pensioni entra nella fase decisiva. Secondo quanto riferito da Sky TG24, il Consiglio dei ministri, previsto per mercoledì 28 ottobre, definirà le linee guida per l'utilizzo di quasi un miliardo di euro destinato alla flessibilità pensionistica, con la creazione di un fondo specifico che dovrebbe raccogliere le risorse necessarie per finanziare le uscite anticipate dal lavoro.

Le modalità di impiego di queste risorse saranno stabilite in un successivo provvedimento atteso per gennaio 2027, nel quale potrebbero trovare spazio misure come la pensione a 64 anni e un possibile ritorno della Quota 100 in una nuova veste.

Pensione a 64 anni

Tra le ipotesi in discussione figura l'estensione della possibilità di accedere alla pensione a 64 anni anche ai lavoratori che hanno iniziato a versare contributi prima del 1996. La misura, fortemente sostenuta dalla Lega, prevederebbe un nuovo requisito contributivo di 36 anni, rispetto ai 25 inizialmente ipotizzati.

Se confermata, la nuova formula consentirebbe il pensionamento con 64 anni di età e 36 anni di contributi, ampliando la platea dei beneficiari rispetto all'attuale normativa.

Verso una nuova Quota 100

Parallelamente, prende forma l'idea di reintrodurre una versione aggiornata della storica Quota 100. La proposta, riportata da Sky TG24, si discosterebbe dal precedente sistema che consentiva l'uscita a 62 anni con 38 anni di versamenti, introducendo invece una combinazione diversa di età e contributi, che potrebbe coincidere proprio con i 64 anni di età e i 36 anni di contributi previsti per l'altra misura in discussione.

Tuttavia, il meccanismo potrebbe prevedere il ricalcolo interamente contributivo dell'assegno pensionistico, elemento che potrebbe tradursi in una pensione più bassa rispetto a quanto maturato con il sistema misto. Un aspetto, questo, che richiede particolare attenzione, poiché rappresenterebbe una penalizzazione economica per i lavoratori che scelgono di anticipare l'uscita.

Dubbi sulla copertura finanziaria

Resta da chiarire se i fondi disponibili siano sufficienti a sostenere misure così ampie. In aggiunta, il governo potrebbe valutare una revisione del sistema di rivalutazione delle pensioni medio-alte, con l'obiettivo di recuperare ulteriori risorse.

In questo scenario, la definizione delle nuove disposizioni sarà determinante per comprendere l'effettivo impatto economico sui pensionati interessati.

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